Progetti non propositi. Fatti non -

Quanto spesso riusciamo, me compresa, a fare coincidere il concetto buono, bello, sano e utopistico alla realtà fattiva di tutti i giorni, delle nostre azioni e dei nostri pensieri? 

Quanto concretamente portiamo a realizzazione frasi come: "Oh quanto è bello vivere nella natura!", quanto, ancora meglio, portiamo negli atti e non solo nelle parole: "I soldi non fanno la felicità!", "L'importante è la salute!" o "Ognuno è bello nella sua diversità"? 

Ognuna di queste frasi, se fatta nostra e non solo pronunciata, comporta un cambiamento concreto di attitudine e di approccio alla vita. Tutti crediamo senza dubbio in queste affermazioni. La nostra convinzione spesso passa dal pensiero alla parola ma poi dalla parola all'azione nel quotidiano, cosa succede? Dov'è il muro? Dove cominciamo a perdere i pezzi?




È un po' che percepisco questa sensazione a più livelli e qualche giorno fa leggendo una pagina di un libro in cui si introduceva la meditazione e si analizzava un passo fondamentale come il distacco dalla materia, mi fermo e sottolineo:

"Ma ogni persona ragionevole, anche se solo a livello concettuale, sa che la felicità non si trova nel benessere materiale, bensì solo nel risveglio spirituale"

Esattamente! Ogni persona ragionevole, ossia condotta dalla ragione può arrivare a confermare una tesi come quella che la felicità non ha nulla a che fare con il benessere materiale. Allora quando cambia qualcosa? Quando dalla ragione, dal pensiero e dal parlare per concetti e frasi fatte passiamo al gradino successivo?

Quando passiamo dal ragionamento alla sensazione, quando da bravi alunni che ripetono la lezione cominciamo a sentirla. Sentirla sulla pelle, in bocca, nel naso, nelle orecchie e con gli occhi

Diventare sensibili, ematici anche con noi stessi e capire che spesso agiamo perché ci troviamo in un gorgo di abitudini e azioni reiterate, non nostre

Facciamo tutti un bel progetto per l'anno nuovo, (anno nuovo preso solo come pretesto perché anche questo è una convenzione, se volete potete iniziare anche oggi) cominciamo a guardarci umanamente con spirito critico cercando, com'è possibile, di colmare quel vuoto che si è creato tra il concetto e la sua realizzazione, tra il dire retoricamente ad una cena in famiglia che "I soldi non fanno la felicità" e il battersi per queste parole. Metterci la faccia, umilmente






E se mi permettete vi lascio un consiglio, esperito sulla mia pelle ma che ripeterò. Se avete modo, uscite di casa in un parco, in riva ad un fiume, su un monte, alla fermata del bus. Ovunque. Per un po' di tempo (non mettetevi limiti) cercate di non pensare e di spalancare solamente i sensi: guardate, ascoltate, annusate, toccate, gustate. Lasciate che tutto quello che avete intorno avvenga così com'è senza giudicare un cattivo odore, un clacson o una cartaccia per terra. Accogliete quello che arriva, quando vi accorgete di pensare ad altro tornate alla scena che avete di fronte. Siate sensibili, bando concettosi e frasi retoriche






Non siate solo ragionevoli

Siate sensibili e poi agite

Sempre in movimento

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