Come fare una rivoluzione, con calma
L e n t e z z a
Una parola onomatopeica, in cui la sola sua pronuncia crea spazio dove non c'è e aggiunge tempo alla prossima scadenza
L'educazione alla lentezza penso dovrebbe essere insegnata sin dall'asilo, la immagino fatta con la musica, con il disegno o nel laboratorio di scienze con il solito chicco di lenticchia sul batuffolo di cotone.
L e n t e z z a
Penso faccia più rima con la cura e l'attenzione piuttosto che con noia e pesantezza. È qualcosa di profondamente diverso dalla noia, che forse ha molto più in comune con le aspettative che abbiamo e la velocità con la quale vogliamo soddisfarle
Ora siamo letteralmente "a bagno" in un sistema vischioso che viaggia ad una velocità alienante, siamo alieni dal riposo, siamo alieni dall'ascolto delle parole di una canzone, siamo alieni dal gustarci un pasto seduti o dal berci un caffè senza guardare l'orologio
In questo ritmo serrato altrui (ma altrui di chi poi) ogni rallentamento assume connotazioni differenti: egoismo, stranezza, asocialità, ecc...
Quotidianamente ci muoviamo a diverse velocità: quella della finanza, dell'economia, della tecnologia, dei media, dei dispositivi, ma quella umana? Quella umana ha tempi che oggi considereremo biblici
Quanto tempo ci serve per alzarci la mattina dal letto? Quanto tempo serve al nostro corpo per abituarsi alla stagione entrante? Di quanto tempo abbiamo bisogno per superare una delusione d'amore o una perdita?
I tempi umani non sono tempi matematici, quantificabili, prevedibili, monetizzabili. Hanno bisogno di cura e attenzione, hanno bisogno di
L e n t e z z a
È come se all'interno di un motore, che funziona solamente nella perfetta coerenza di ogni parte con le altre, due ruote dentate andassero a velocità differente. Il motore ne soffrirebbe, comincerebbe a singhiozzare e magari, arrivato al punto critico, si romperebbe
Me lo immagino proprio così. Noi, la nostra interezza corpo-mente-cuore, completamente dissonanti dai ritmi alieni, ad un certo punto ci strappiamo
Prendersi anche quel caffè di cui prima, in piena consapevolezza, attenzione e cura del gesto penso sia un piccolo atto rivoluzionario



