La vera libertà è gratis
La libertà
Quanto grande è questa parola? Ha un'ampiezza molto difficile da cogliere, ed entra a piede teso nella riflessione che ho scritto la settimana scorsa sulla lentezza e sull'idea, non mia ma semplicemente letta: È meglio essere liberi di fare/avere qualcosa o essere liberi di essere?
È un tema estremamente dibattuto in questi mesi, e oserei dire, estremamente abusato e sfruttato per poveri fini propagandistici. Mi sento di dire la mia opinione di persona perfettamente cosciente della sua situazione privilegiata. Quello che sento come estremo privilegio è l'avere un tetto sulla testa, l'avere ancora un lavoro, una famiglia, la salute, la curiosità, l'entusiasmo, obiettivi... E potrei continuare all'infinito
Sento un profondo scollamento tra quello che è per me la libertà e quello che vedo issato a vessillo e reclamato a gran voce. Non sto parlando di condizioni estreme, sto solo pensando a chi mette sul piatto della bilancia il diritto alla pizza la domenica sera con il diritto all'assistenza sanitaria oppure la libertà di pensiero con la mistificazione della realtà
Siamo convinti che la libertà sia quella di avere cose, e molto spesso la confondiamo con la possibilità o meno di spendere, di comprarci un attimo di spensieratezza come se si potesse sempre risolvere tutto da fuori e a posteriori. Ho avuto una giornata difficile al lavoro? La risolvo con un aperitivo. Non sto mai insieme a tutta la mia famiglia? Andiamo a mangiare al ristorante. Ho bisogno di una serata spensierata? Andiamo in discoteca
La nostra felicità non può dipendere sempre dal terziario. Quando questo settore collassa che succede? Pensiamo di aver perso la libertà di essere felici spensierati e sollevati, a pagamento.
L'evoluzione, o involuzione a seconda di chi legge, di questo pensiero controproducente è quella di creare costantemente situazioni per soddisfare il desiderio, e sempre più in fretta. La possibilità o meno di creare le condizioni per questa soddisfazione, la possibilità o meno di potermi comprare l'ennesimo paio di stivali per sentirmi bene, segnano il discrimine per dire: Sono libero o non sono libero
Credo fermamente nel bisogno di innalzare, anche se di poco, l'immagine comune di libertà e di dare a noi un ruolo più partecipativo e meno passivo. Di coinvolgerci in prima persona cominciando a pensare che la libertà non sia qualcosa che dipenda da altri, o da congiunture astrali avverse
Pensiamo a quanto è enormemente più liberatorio, partecipativo e soddisfacente, mettere le mani in pasta, creare qualsiasi cosa con mani e ingegno, nella più completa libertà di espressione. Pensiamo a quanto sia liberatorio, costruttivo e appagante scrivere, mettere nero su bianco la libertà di pensiero
Io sono la prima a scagliare la pietra, ad adorare una serata passata in una trattoria, ad aspettare un aperitivo con le amiche, a fissare una colazione o girare per le vie del centro città per farmi un regalo, ma fortunatamente non ho mai usato la possibilità (temporanea) o meno di crearmi queste occasioni per giudicare se uno stato democratico è improvvisamente diventato una dittatura
Ecco perché mi sento privilegiata
"Konrad Lorenz diceva che c'è un anello mancante tra gli animali e l'essere umano e quell'anello siamo noi."
C. L. Candiani Tenerezza




