Catarsi, come emergere in superficie

Forse questo esperimento visionario doveva essere il primo ad essere scritto e pubblicato, anzi senza forse, doveva esserlo decisamente. Mi sento di rispondere ad alcune auto-domande che anche alcuni di voi si saranno posti, così vi tolgo dall'imbarazzo e comincio io

Partiamo dal presupposto che io non ho mai avuto nessun problema a scrivere o mostrare foto sui social. Ho studiato fotografia quindi il mettere in mostra la mia visione e ricevere un commento è sempre stato il mio vizio neanche troppo nascosto (o guilty pleasure piace ora dire)




Casomai ho sempre avuto difficoltà a esprimere emozioni occhi negli occhi, ma questa è un'altra storia

Gli ostacoli nella mia mente sono sempre e solo stati due quando si trattava di mettersi realmente in gioco: mostrarmi a persone che mi conoscono in un modo in cui non si aspettano di vedermi e mostrarmi ed essere letta da persone che ne sanno più di me e per questo essere giudicata dall'alto

Che scenario apocalittico di stagnazione

Ho studiato lingue, quindi avrei dovuto lavorare come minimo per l'ufficio esteri di qualche azienda. Poi ho studiato fotografia in una scuola di grafica quindi sarei dovuta diventare una fotografa




Tutti questi tempi condizionali erano delle condizioni che mettevo a me stessa, in cui il mio auto-giudizio di valore o meno era prevalente sul prendere o meno una strada. C'era bisogno di decidere la strada e più questo bisogno incalzava più io non la sceglievo

La strada ha scelto me, e la decisione di diventare insegnante di yoga è venuta naturale. Sono cadute le  aspettative a favore della spontaneità, sono cadute le condizioni a favore della naturalezza e della morbidezza

Non c'è più l'ostacolo di mostrarmi a chi mi conosce ma non in questa veste, perché se ha qualcosa da dire è lui o lei a sentirsi fuori posto, non io. Non c'è più l'ostacolo di mostrarmi a chi ne sa più di me perché se scatta il giudizio dall'alto è di nuovo lui o lei a sentirsi fuori posto, non io

Evidentemente, fino ad ora non mi sono mai messa in gioco perché in fondo non mi riconoscevo in nessuna delle strade che avrei dovuto percorrere (di nuovo il condizionale)

Ora non provo remore nel farlo. Penso che condividere un percorso di vita come quello che ho scelto sia sol positivo, sia per chi guarda sia per chi pratica




Perché scrivo e perché fotografo? Perché mi piace farlo

Perché ho aperto un blog? Perché entrambe le cose (fotografare e scrivere) vivono e si arricchiscono nei miei esperimenti visionari

Perché temi così impalpabili? Perché forse c'é qualcuno là fuori che sente a fior di pelle la sensazione che voglio comunicare attraverso immagini e parole, ma non ha il coraggio di dirlo


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