Lavoro e/o soddisfazione
Il mio rapporto con il mondo del lavoro è sempre stato molto incoerente. Il lavoro per me è sempre stato diviso in due grandi magma all'interno dei quali, a turno, l'uno si faceva inghiottire dall'altro
Il magma del lavoro che sfama, che ti permette di pagare le bollette e l'affitto e che ti fa mettere la benzina nella macchina assicurata. Poi dall'altra parte, ad una certa distanza, l'altro magma, quello che ti fa sperare, puntare in alto, progettare, creare, il lavoro della passione, quello che ti spinge ad alzarti anche senza la contropartita economica adeguata
Tuttora è così e non me ne vergogno, ho imparato semplicemente ad apprezzare la libertà intellettuale che mi regala, la serenità di non scendere a compromessi con quello che mi appassiona pur di guadagnare, e di non sporcarlo. Almeno per il momento
Utopia, forse. Ma mi chiedo: è sano passare, in media un terzo del tempo a nostra disposizione in una giornata a fare un'attività che viviamo come una costrizione? A farcela andare bene e a farla diventare una quotidianità accettata, digerita e assimilata?
La situazione peggiora se le ore che rimangono a disposizione sono scandite da obblighi, faccende e necessità. Dove vanno i minuti lenti delle pagine di un libro, dell'ascolto di una canzone o delle parole di un amico? Dove vanno le ore passate a creare, disegnare, immaginare e progettare?
Da qualche parte dobbiamo pure riconoscerci
Da qualche parte dobbiamo pure tornare a galla per respirare
E questa, no non è un'utopia, questa è una necessità. Se non agiamo per rivederci in qualsiasi parte del giorno, prima o poi il corpo o l'animo agirà da solo in un modo o nell'altro
Agire, muoversi, non stazionare mai in un pantano. Non farsi invischiare mai nel magma stagnante. Non rimaniamo dove non vogliamo stare, un po' alla volta cerchiamo di riguadagnare un pezzetto in più di ossigeno
Ognuno ha le sue responsabilità ma il fatto di ricercare un po' di bene e di pace anche per sé, senza pensare sempre a doveri e aspettative altrui non rende meno responsabili, meno consapevoli, meno realistici
Prima o poi dobbiamo pure riconoscerci
Immagini mie di mio marito, sopra in spiaggia a respirare, sotto in cucina a lavorare



